“L'EUROPA IMPARI DA ANKARA A DIFENDERE I PROPRI PRODUTTORI” - Ente Nazionale Risi

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“L'EUROPA IMPARI DA ANKARA A DIFENDERE I PROPRI PRODUTTORI”

 
“L'EUROPA IMPARI DA ANKARA A DIFENDERE I PROPRI PRODUTTORI”

La notizia arriva come una doccia fredda al settore. La manovra turca, che impone un dazio fisso di ben 630 euro a tonnellata per tutte le transazioni sotto la soglia dei 1.400 euro, raddoppia i costi per gli importatori e chiude brutalmente le porte al riso italiano ed europeo.

 

Esportare in Turchia alle attuali condizioni sarà materialmente impossibile a meno dell’apertura di contingenti che Ankara aprirà a fronte di una scarsa produzione di riso.

 

La rabbia della Presidente dell'Ente Nazionale Risi si scaglia contro le istituzioni comunitarie, accusate di abbandonare le aziende agricole in nome di politiche commerciali distruttive.

 

“La misura è colma. – attacca duramente Bobba – Mentre Bruxelles resta a guardare in silenzio, la Turchia erige barricate insormontabili perché, prima di tutto, pensa a sostenere la propria produzione interna e a proteggere i suoi agricoltori. La Commissione europea la smetta di pontificare e impari da Ankara cosa significa difendere la sovranità alimentare del proprio Paese. È una vergogna assoluta: da una parte l’Europa subisce passivamente il protezionismo spietato dei paesi extracomunitari, dall’altra spalanca le nostre porte, allargando le maglie delle importazioni a dazio zero e inondando il mercato interno di prodotto estero, senza pretendere alcuna reciprocità e calpestando ogni tutela per il produttore europeo”.

“Siamo stanchi di essere l'agnello sacrificale di un'Europa debole e complice. - prosegue Natalia Bobba - Chiediamo un intervento immediato di Bruxelles: servono contromisure vere e barriere a protezione del nostro lavoro. Se la Commissione europea non è in grado di difendere i propri agricoltori con la stessa aggressività con cui gli altri paesi difendono i loro, decreterà la fine irreversibile della nostra agricoltura”.