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Rapporto Bruma sul brusone in risaia

 

Anche quest’anno, il progetto BRUMA “monitoraggio del brusone in Piemonte” è arrivato alla pubblicazione del 15° bollettino che rileva una situazione infettiva tornata a valori inferiori, rispetto alle ultime settimane a causa delle temperature elevatissime degli ultimi giorni.

Quest’anno la campagna di monitoraggio ha rilevato nelle risaie piemontesi la presenza di spore infettive di Pyricularia sin dai primi bollettini, soprattutto nelle postazioni di Olcenengo e Terdobbiate, seguite (in ordine decrescente di inoculo infettivo) da Nibbia, Trino, Cameriano e San Giacomo.

I primi non trascurabili picchi di aerospore sono stati registrati nelle notti del 17/18 e 18/19 giugno, col valore più elevato misurato a Terdobbiate nelle ore dell’alba.

Questa sorprendente attività del fungo fin dalle primissime fasi può essere stata favorita dalle temperature in Piemonte del mese di maggio che son risultate superiore di 1.6°C rispetto alla media climatologica degli anni 1971- 2000 con un surplus precipitativo di circa 83 mm (+63%), da segnalare che è piovuto per 25 giorni su 31. Il mese di maggio è stato seguito da un giugno con temperature elevate superiore di 2.2°C rispetto alla media e con totale assenza senza eventi di foehn che avrebbero potuto mettere in difficoltà lo sviluppo del fungo.

I campi spia hanno permesso di evidenziare, sin dalle prime perlustrazioni eseguite dai tecnici dell’Ente Nazionale Risi, una importante comparsa di focolai di infezioni fogliari, su foglie basali soprattutto delle varietà più sensibili. Similmente, il modello matematico ha emesso l’indicazione di varie giornate, anche precedenti all’inizio ufficiale del Progetto (fine maggio-primi di giugno), caratterizzate da condizioni meteorologiche molto favorevoli dapprima al “risveglio” del patogeno nell’ambiente dopo i mesi invernali e, successivamente, alla sua iniziale dimostrazione di virulenza. Si sottolinea come una tale situazione di anticipata e territorialmente diffusa aerodispersione del patogeno non sia mai stata riscontrata nel corso dei precedenti anni di monitoraggio. Negli anni precedenti di emissione del bollettino, infatti, non era mai stata effettuata una prima pubblicazione con segnalazioni di rischio differenti dal valore 0

Dai primi bollettini con 1 in alcune località, si è passati nei bollettini di fine giugno e inizio luglio a una situazione di rischio estremamente bassa a causa della bassa umidità e alle alte temperature che non hanno favorito l’infezione. Infezione che è ripartita da Olcenengo per poi diffondersi anche a Trino, Cameriano e Terdobbiate fino a riguardare, nel 9° bollettino del 16 luglio, tutte le 6 postazioni di sorveglianza che nel bollettino successivo ha reso necessaria l’utilizzo dei primi 2 della stagione negli areali di Olcenengo e Trino seguiti nel bollettino successivo da Cameriano e Nibbia.

 

Questa fase è stata seguita da una fase di stallo in corrispondenza del bollettino del 19° luglio per poi nuovamente risalire a livello 2 anche a Nibbia e Terdobbiate (11° del 23 luglio).

 

Il 12° bollettino del 26 luglio, ha rappresentato la fase cruciale della campagna monitoraggio 2018; a causa di un inoculo infettivo aereo da record, (valori mai rilevati nelle precedenti campagna di monitoraggio), un elevato rischio ambientale evidenziato dal modello con una elevata vitalità del fungo nelle colture precocemente infettate che messo in relazione alla fase fenologica del riso di fine botticella-inizio spigatura ha reso inevitabile la segnalazione con il massimo livello di rischio brusone (livello 3) in 4 postazioni su 6 (Trino, Olcenengo, Nibbia, Terdobbiate); San Giacomo e camerino sono state segnalate a rischio 2. 

Al fine di trasmettere ai risicoltori un chiaro messaggio di allerta, per scongiurare futuri colpi al collo è stata concordata la pubblicazione di una nota aggiuntiva, in cui è stato posto l’accento sulla delicatezza del momento per la coltivazione.

 

In conclusione, nell’intero periodo di monitoraggio svolto finora sono state individuate continue possibilità di infezione da brusone con alcuni picchi in cui è stato segnalato di porre maggiore attenzione anche su varietà meno suscettibili. Si ritiene che, in una campagna risicola di tale criticità, il servizio ad oggi svolto possa fornire un concreto e affidabile supporto decisionale ai risicoltori piemontesi nel segno della maggiore sostenibilità economica ed ambientale  della coltivazione.