La lunga marcia del riso bio - Ente Nazionale Risi

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La lunga marcia del riso bio

 
La lunga marcia del riso bio

Un percorso lungo che necessita di approfondimenti: è questa la prospettiva di espansione della risicoltura biologica descritta dal convegno del progetto “Risobiosystem”, che si è tenuto giovedì 5 luglio al Centro Ricerche sul Riso dell’Ente Nazionale Risi a Castello d’Agogna, progetto che vede capofila CREA e partner scientifici Università di Milano, Università di Torino, CNR ed Ente Nazionale Risi. Il Presidente Paolo Carrà ha fatto il punto sul progetto che vede l’Ente assolvere un ruolo tecnico: “La domanda di bio è in forte aumento - ha detto - e vi è la necessità di fare chiarezza in un settore che é obiettivamente in forte evoluzione. Dalle relazioni del convegno si evince che coltivare riso biologico è complesso e necessita, da parte degli operatori, di attuare scelte colturali ben precise. Molte sono le variabili che ne influenzano la coltivazione, a differenza di quanto avviene per la risicoltura convenzionale. La rotazione è indispensabile  e dove non è possibile farla non è possibile coltivare riso biologico. E’ importante altresì optare una corretta scelta varietale senza trascurare la necessità di verificare l’efficacia e l’efficienza dei controlli oggi in atto.”. Nell’ambito di “Risobiosystem” è stato ribadito che anche i produttori di riso biologico avranno l’obbligo di denunciare la produzione, tant’è che l’Ente Nazionale Risi ha già provveduto a modificare la consueta modulistica e ad inviarla a tutti gli agricoltori. Per Carrà é necessario “Continuare da un lato il confronto tra ricerca ed agricoltori biologici inteso come momento di acquisizione da parte dei ricercatori di informazioni e conoscenze da porre al vaglio della verifica scientifica. Dall’altro i partner del progetto devono chiedersi, in seguito a quanto è emerso negli interventi e nella visita alle aziende biologiche, se vi sia la necessità di ritarare ed approfondire alcuni ambiti di ricerca del progetto”.